venerdì, 29 luglio 2005
8 ore seduto, tra musica e sogni (e un paio di soste per pisciare).

Ritorno a Tokyo, la citta` incubo, il mostro di acciaio e metallo ricoperto di luci abbacinanti, il formicaio del Giappone, in cui si agitano senza sosta gli ignari schiavi del gigante, storditi  e abbagliati da suoni, voci e colori che incessantemente gli ordinano di sfamare il danaroso appetito della citta`.
Oh, bella proprio.
Adesso scrivo dal Khaosan, di cui ormai mi sento padrone: siamo arrivati, abbiamo piazzato le valigie senza rivolger parola a nessuno e siamo andati a sfondarci di sushi nel localino piu` imboscato di Tokyo (dove eravamo gia` stati).

Ultima notte su quest`isola. Domani saro` a Roma (altre 11 ore, ma almeno servono cibo e bevande). Sono contento di essere venuto qui, era una cosa che prima o poi avrei fatto. Sono contento di esserci venuto insieme a Enrico, difficilmente avrei potuto trovare compagnia migliore. Sono contento di tornare nella mia citta`, tra la mia gente e le persone che amo.

In questo paese si ha spesso l`impressione che la gente non abbia realmente consapevolezza di se` stessa, ma che sia parte di un flusso con una sua propria volonta`. E` stato questo il mio pensiero nell`osservare le moltitudini di Shibuya incrociarsi senza uno sguardo: centinaia di persone che si muovono all`unisono, come dirette da un` invisibile orchestra. La morte e` una soluzione, il suicidio un atto d`orgoglio: la fine di uno non turba la collettivita`, e` un fenomeno contemplato anche dalle societa` di trasporti, pronte a farsi rimborsare i danni dalle famiglie degli sventurati che scelgono spettacolari epiloghi delle proprie vite sui binari della metro. Competitivita` e collettivismo. Il gruppo vincente. Un modello mirabile per il capitalismo occidentale, decisamente piu` individualista e meno produttivo.
Il paese del consumismo piu` sfrenato, la patria dello Zen.
 Il tori di un tempio scintoista si interseca con un palazzo di 30 piani. C`e` chi prega e chi lavora, chi medita e chi muove il mercato. La spiritualita` lotta strenuamente per resistere, in un luogo in cui  le religioni si indossano come abiti, ognuno adatto a una diversa eta` della vita.
E nonostante tutto le radici si fanno piu` salde, strette dalla morsa del moderno: la lingua, le tradizioni, le credenze, a tutto questo e` dedicata la massima attenzione, come a preservare un`identita` a rischio, una cultura e una storia minacciate dalle piu` vistose insegne pubblicitarie del globo.  Forse il  fascino piu` grande del Giappone sta proprio in questo: nel lucido orrore della degradazione tecnologica, nel grandioso e malinconico persistere di oasi di tradizione, ora schiacciate da un grattacielo, ora ostacolo invalicabile, che il cemento non osa sfidare.
Eppure anche qui, in mezzo a gente tanto diversa, c`e` qualcuno come me, che vive e guarda il mondo coi miei stessi occhi, che ha le mie stesse passioni, che si abbandona alle medesime fantasie e sogni, che, come me, soffre e ama. Si chiamera` Takao, o Tetsuo, o magari Akira, il suo piatto preferito probabilmente non saranno gli spaghetti all`amatriciana, ma sono certo che c`e`. Mi spiace non averlo incontrato, e gli auguro di riuscire a realizzare i suoi sogni, che sono anche i miei.

Alle 17.30 saro` a Roma. Preparate le bottiglie di champagne, perche` avro` voglia di far festa.

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giovedì, 28 luglio 2005

Ci siamo svegliati veramente.

 

Grande ammazzata attraverso il Daitokuji,  il Kinkakuji e il Rioanji. Il primo è un enorme complesso di templi, tempietti e giardinazzi: niente di memorabile, a parte un giardino molto bello e il fatto che fosse un'area piuttosto grande, fatta di stradine pietrose e casette: molto tradizionale. Il kinkakuji invece stupisce: una spacconata dello shogun che si è fatto costruire una villa e poi l'ha fatta ricoprire d'oro. Bello pure il giardino, mica fesso lo shogun. Il terzo aveva un bel laghetto pieno di papere, anatre e flora locale, nonchè il notissimo giardino zen di pietre di pippolonzo. Ovviamente mi sono esplosi i piedi.

Stasera andrò incontro al mio destino e preparerò la valigia. In fondo tetris mi ha sempre divertito. Questo era l'ultimo giorno di visite in questo paese, domani ci aspetta un luuuuuuuuungo viaggio in pullman (8 ore) fino a Tokyo, dove faremo ritorno al celebre Khaosan, luogo che è rimasto nei nostri cuoricioni paciocconi, per quanto facesse schiferrimo. In sostanza il viaggio di ritorno comincia domani. Avrò modo di scriverne ancora, comunque.

Bella ppe tutti.

 

 

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mercoledì, 27 luglio 2005

Non si può dormire con queste cazzo di cicale caciarone.

Le cicale da queste parti sono operative SOLTANTO tra le 6 e le 9 di mattina, ma sono 200000000000 volte più rumorose delle nostre. Immaginate 2-300 piccoli martelli a percussione che cantino all'unisono sotto la vostra finestra, e capirete perchè ho il desiderio di disboscare il giappone.Stamattina questi perniciosi insetti hanno perpetuato il loro solito rituale, per poi eseguire una piccola reprise verso le 10, per il pubblico appena giunto in sala. Grazie a questa performance il mio sonno è stato ucciso, e non ho trovato la forza di sollevarmi fino alle 3. La possibilità di vedere il castello è stata totalmente abbandonata (anche perchè ci rodeva troppo il culo a tornare là), ci siamo invece recati in giro per il centro, dove ho completato i miei ultimi acquisiti e ci siamo sollazzati, tra frizzi e lazzi e pezzi di pizza.

Abbiamo approfittato della pausa pomeridiana per rientrare a casa e riposare, poi una sana cena con katsudon e 4 polpette cipollone. Probabilmente stasera non faremo tardi: Enrico casca e pende, comunque basta attendere qualche ora per vedere se sarò smentito o meno. Domani, in ogni caso, DOBBIAMO svegliarci ad un'ora decente perchè DOBBIAMO visitare 3 templi. Non uno, non due, bensì TRE TEMPLI. Bella pe' nnoi.

Cominciamo a ritenere decenti le ragazze giapponesi, nonostante di viso continuino a fare un po' pietà. Meno male che il 30 parto. Ho paura che la dilagante perversione di questa nazione mi abbia in parte contaminato. Non oso immaginare cosa accadrà ad Enrico nel corso del prossimo mese.

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martedì, 26 luglio 2005

Ieri notte siamo finalmente riusciti ad andare a dormire entro le 4, col risultato di riuscire a svegliarsi prima dell'una. Grazie a questo prodigioso evento ci siamo recati innanzi al castello della merda secca del bucio di culo di Kyoto, che per tutti i martedì di Luglio, a sorpresa, chiude. Ci siamo allonanati rosicando come dei maiali e intonando questa filastrocca:

Pisciamo sul bordo del castello, facciamo solo quello, dalla mattina alla sera, non siamo nè fuori e neanche dentro, semplicemente al centro tra una lattina e un cannone

E ci siamo diretti al museo nazionale di Kyoto. Lungo il tragitto abbiamo composto una canzone: Bambino giapponese ciccione con un thermos pieno di supplì di Hiroshima. Staremo a vedere. Il museo si è rivelato piuttosto inconsistente, ma almeno Enrico gli ha cagato nel bagno disabili.

Rientro a casa per detergere i nostri zozzi corpicioni e verificare sulla rete che mi conviene comprare un lettore cd esterno in questo paese. Cena a base di pesce, cambio dello strumento elettronico che avevo acquistato per mio fratello e che si era rivelato difettoso, poi di nuovo a casa, tra canti, balli e cadaveri spaziali.

Si nota molto che non ho voglia di scrivere decentemente?

Ascolto i Radiohead.

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lunedì, 25 luglio 2005

Un'altra nottata alcolica, un'altra sveglia vergognosa, un'altra giornata gettata alle ortiche. Ho quasi finito di comprare quello che devo comprare. Oggi pomeriggio ho infatti preso altri 4 giochi del neogeo. Ogni tanto faccio alcune riflessioni interessanti su questo paese, e penso che dovrei inserirle su questo sito, ma poi me ne dimentico. Fate come se le avessi scritte.

Non visiteremo mai la villa imperiale. A Kyoto ci sono pochi negozi di PC. Ho inaspettatamente bisogno di una cosa che non ho mai apprezzato particolarmente: il mare.

Fondamentalmente non ho voglia di fare niente, nemmeno di scrivere qua.

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domenica, 24 luglio 2005

Ieri ho chiuso gli occhi intorno alle 6 am. Poco prima Enrico mi ha domandato: "Cosa visitiamo domani?", "Visitiamo il mio culo." gli ho teneramente risposto.

Ci siamo svegliati alle 4 circa, abbiamo perso tempo fino alle 6 e siamo usciti. Ne abbiamo approfittato per fare shopping, e domandare all'espertissima tipa del tourist information office dove si trovasse la zona computerosa di Kyoto. Ora lo sappiamo. Ora posso comprare tutti i giochi del neo geo che voglio.

Dimenticavo di dire: qualche giorno fa ci ha abbordato una simpatica americana, Heather Stone, con la quale siamo andati in giro per un paio di giorni, visitando templi e negozi di souvenir ridicoli. Bella pe' llei.

Dobbiamo andare a domandare i permessi per visitare la cazzo di villa imperiale. Senza non si può. E bisogna avere minimo 20 anni per motivi che tuttora mi sfuggono. Anche per bere alcolici è necessario avere lo stesso ammontare di anni sul groppone. Sugli alcolici credo non ci siano tasse alte, perchè costano assai meno che da noi.

Mi sono abituato a vedere solo musi gialli intorno a me, mi sono anche abituato a trovare pornografia ovunque. Chissà che effetto mi farà tornare nella bigotta Italia.

Stasera rientrando a casa abbiamo incrociato, inaspettatamente, un'italiana. Sono rimasto alquanto stupito, soprattutto perchè mi stavo dirigendo a torso nudo nel cesso per cagare. Si chiama Elisabetta, è molto simpatica e viene da Siena. Biella pe' llei.

Ho intenzione di bere parecchio, tanto ho 23 anni.

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sabato, 23 luglio 2005

Cieli Neri su Kyoto.

Mi chiudo nel mio Guscio.

Cerco disperatamente qualcuno che mi insegni Come Scomparire Completamente.

Cerco di Districare i nodi, ma anche se trovo Tutte le Scuse, la Scissione si consuma ugualmente.

 

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sabato, 23 luglio 2005

Rubiamo connessioni wifi da non si sa dove, a  volte va, a volte no. Adesso pare di si. Ci svegliamo sempre alle 2 pm ultimamente, ciononostante riusciamo a vedere sempre un sacco di cose. Sto scrivendo in una posizione ridicola, pur di prendere il segnale,per cui se scrivo male non mi scassate. Penso che molti giapponesi siano stupidi: non conoscono le loro citta, non capiscono nemmeno la loro lingua e costruiscono delle citta prive di una vera logica. Gli accenti oggi non li metto. Il 30 saro a Roma. Ho molta nostalgia. Per ora e tutto sto troppo scomodo.

Più tardi...

Adesso va meglio. Sto seduto almeno. C'ho una busta di cazzate da riportare in madrepatria, speriamo che siano comprensivi sull'aereo. Tutto qua. Saluto chi mi vuole ancora bene.

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venerdì, 22 luglio 2005

AUGURI!! A mio fratello che entra nella maggiore eta` e a Stefano, che entra.

Come vi dicevo, non abbiamo internet a Kyoto, per questo mi ritrovo a dover scrivere da un internet cafe`, e dubito che la cosa si ripetera` con la frequenza con cui scrivevo prima. Comunque sia: qua e` pieno di templi, santuari e compagnia bella, tanto che mi sono anche un po` rotto i maroni. I palazzi non sono ammassati quanto ad Osaka e Tokyo, le strade sono un po` meno distrutte dalle insegne luminose e devo anche dire che. Ho molta voglia di un piatto di carbonara. Non mi ricordo nemmeno i nomi dei templi, ma tanto con una media di 3 al giorno non li ricorderei comunque. La nostra guesthouse e` assai meglio di quella di Tokyo, ma il corridoio tra le camere offre sempre un caldo infernale. Il fiume che attraversa Kyoto e` un rigagnolo maleodorante.

La metro c`e`.

Per ovvi motivi non avro` modo di aggiornare le foto sul sito.

Ogni tanto sono preda di una rabbia immotivata che mi potrebbe spingere ad atti violenti contro la popolazione indigena. Per ora non e` ancora successo.

 Devo acquistare quanti piu` giochi possibile per il mio NeoGEo. Il picchiaduro mi trascina forte verso di se` e non riesco a resistere al suo richiamo. mezzalunetta e pugno altoooo....

Vi voglio bene, non so quando scrivero`. Sappiate che penso sempre a voi, in questi momenti difficili.

 

postato da: Japanataru alle ore 15:24 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 21 luglio 2005

Bella Kyoto vince su tutto, non abbiamo internet, mi fanno male i piedi, il bagno non e` comune, finalmente. Odio per voi solo odio per voi, non mi connettero` per un po- ciao.

Bleaj\h.

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